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Incontro divulgativo

locandina incontroIl giorno 21 aprile, nel teatro parrocchiale; incontreremo il Dr. Guido Meoni, microbiologo del San Filippo Neri il quale ci spiegherà il viaggio che il sangue, donato dalle persone, affronta prima di essere disponibile per coloro che ne hanno bisogno.

Ci illustrerà tutti i controlli cui le sacche donate vengono sottoposte e i vari tipi di lavorazioni effettuate per far diventare il sangue nei vari prodotti che potranno essere utilizzati su chi lo riceve.

Inoltre ci spiegherà l'importanza della donazione sia come gesto verso gli altri, che verso noi stessi per la rigenerazione interna del sangue conseguenza della donazione.

Vi aspettiamo numerosi e in particolare aspettiamo i giovani della nostra parrocchia, i loro amici e i giovani delle parrocchie del nostro quartiere.

 

 

Invitate tutti!

 

Donazione sangue

Invitiamo tutti alla prossima donazione che si effettuerà nella nostra parrocchia nella giornata del 15 aprile 2012 dalle ore 08:00 alle 12:00.

La Donazione di sangue si effettua a digiuno, non comporta rischi ed è indolore.

Il sangue è il sistema di trasporto, che fornisce all’organismo l’ossigeno e le sostanze nutritive necessarie ed elimina l’anidride carbonica e tutte le sostanze dannose, e molto spesso la trasfusione è l’unica terapia in grado di salvare la vita umana (vedi gli emofilici, i trapiantati, i talassemici, i traumatizzati ecc.). Ogni anno, in parallelo con i progressi della scienza, aumenta il fabbisogno di sangue da trasfondere, ed esso si può ottenere solo dall’uomo.

Questo gesto aiuterà molte persone nel migliorare la qualità della propria vita, e migliorerà anche la vita del donatore provocando una rigenerazione interna del sangue; la quota liquida del sangue viene ricostituita nell’arco di poche ore, grazie a meccanismi fisiologici di recupero che tendono a richiamare liquidi nel letto vascolare. La quota corpuscolare (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) viene ricostituita in tempi variabili a seconda dell’elemento cellulare considerato, ma comunque sempre entro pochi giorni.

Ad ogni donatore vengono effettuati degli esami standard per monitorare la salute del donatore stesso.

Bisogna avere un età compresa tra 18 e 60 anni (65 se già donatore periodico) ed un peso corporeo superiore ai 50 Kg. A garanzia dello stato di salute del donatore e del ricevente, i sanitari del servizio trasfusionale accerteranno (con controlli ed analisi gratuiti) la buona salute del donatore. Se il donatore è un lavoratore dipendente avrà diritto ad un giorno di riposo.

Infine, ma non meno importante, al termine della donazione sarà offerta una colazione con dolci e biscotti fatti in casa dalle parrocchiane e bevande calde e fredde.

 

Veglia Pasquale, 07 aprile 2012

Dopo il silenzio, la contemplazione della discesa agli inferi del Cristo, e la grande attesa del compimento della sua promessa: “Risorgerò”, con speranza la comunità parrocchiale si è riunita per la Veglia Pasquale, la Madre di tutte le Veglie, nello spazio antistante alla chiesa per la solenne benedizione del Fuoco, che fa brillare Cristo come splendore della vita. Dal cero pasquale ognuno ha acceso la propria candela e fatto luce per il canto dell’Exultet, l’annuncio della Pasqua del Signore. La comunità parrocchiale quest’anno ha avuto il grande dono di accompagnare il catecumeno Pablo all’altare per l’amministrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, dal battesimo, alla cresima, fino al culmine dell’unione con il Signore, il sacramento dell’Eucaristia. Dopo la liturgia della Parola in cui abbiamo ripercorso l’economia della salvezza dalla creazione alla profezia della venuta del Messia, il canto del Gloria e le campane a festa hanno salutato il trionfo del Signore risorto, insieme al canto dell’Alleluia. Fondamentale il momento dell’invocazione dei Santi e della benedizione dell’acqua in cui Pablo, dopo la rinuncia a Satana e la professione di fede in Dio,  ha ricevuto il battesimo, diventando creatura nuova. E’ seguita l’unzione del neofita con l’olio crismale che l’ha confermato nella fede prima di accostarsi al banchetto nuziale preparato da Gesù, la Santa Comunione. La comunità parrocchiale, anch’essa aspersa con l’acqua benedetta, ha partecipato festosa e ha accolto con numerosi applausi la rinascita del fratello Pablo alla nuova vita in Cristo Gesù.

 

Sabato Santo, 07 aprile 2012

La mattina del Sabato Santo la comunità parrocchiale si è riunita per celebrare le Lodi mattutine, durante le quali si sono svolti i riti di passaggio del catecumeno Pablo Zanni. Dopo la recita dei salmi e un attento ascolto della Parola seguita dall'omelia, il parroco ha chiesto al catecumeno Pablo la riconsegna del Simbolo  degli Apostoli. La riconsegna del simbolo è un atto pubblico che rivela la professione di fede del catecumeno e la comunità credente che ascolta, lo riconosce e lo accoglie. La celebrazione continua con il rito dell'Effatà, che vuol dire apriti e dà la capacità di ascoltare la Parola di Dio e di professarla. Infine l'unzione con l'olio dei catecumeni che Pablo ha ricevuto nel palmo delle mani, perché la potenza del Vangelo di Cristo riceva la forza e il vigore per vincere il male. la celebrazione termina con la preghiera dei fedeli per ringraziare il Signore per il dono di Pablo, un papà che, chiedendo il battesimo per il proprio figlio, ha avvertito la portata di tale grazia tanto da aprire il cuore allo Spirito Santo chiedendo di entrare a far parte attiva della Chiesa di Dio.

 

Venerdì Santo, 06 aprile 2012

La celebrazione serale della Passione del Signore è stata preceduta, nel pomeriggio dalla Via Crucis animata dai bambini del catechismo. A sera la comunità parrocchiale si è radunata in Chiesa per celebrare la solenne azione di memoria della morte di Cristo, non un anniversario nostalgico, ma un rito pieno di speranza nella contemplazione di un sacrificio compiuto per puro amore. I sacerdoti sono stati accolti dall’assemblea in silenzio e prima di salire sul presbiterio si sono prostrati davanti all’altare, spoglio, vuoto, digiuno perché il Venerdì Santo anche la Chiesa digiuna non celebrando l’Eucaristia. E’ seguita la liturgia della Parola: la prima lettura del Profeta Isaia annuncia Gesù come servo di Dio innocente e fedele fino alla morte. Il Salmo 30 ha espresso la fiducia di Cristo e del popolo in Dio che non abbandona il suo servo. Mentre nella seconda lettura (dalla Lettera agli Ebrei) la comunità è stata chiamata a meditare la Passione di Gesù come espressione della Nuova Alleanza tra Dio e gli uomini. A concludere la liturgia della Parola la proclamazione della Passione del Signore tratta dal Vangelo di Giovanni. Dopo l’omelia, tenuta da padre Gregorio, la preghiera universale ha riunito le intenzioni della Chiesa a quelle della comunità parrocchiale, ricordando la Chiesa, i cristiani, gli ebrei, chi non crede e coloro i quali sono chiamati a governare la società civile. Successivamente la comunità parrocchiale ha adorato la croce di Gesù Cristo, solennemente e con grande commozione: il legno della croce del Signore, per noi cristiani non è più uno strumento di tortura inventato dalla cattiveria umana, ma simbolo del sacrificio d'amore per il quale Dio ci offre la salvezza. E’ seguita la Santa Comunione dopo la quale l’assemblea si è sciolta in silenzio, inginocchiandosi di nuovo, silenziosamente e con amore, davanti al Crocifisso posto ai piedi dell’altare maggiore per l’adorazione.

 

Giovedì Santo, 5 aprile 2012

La Messa in Coena Domini, quella in cui si ricorda l'ultima cena di Gesù con i suoi discepoli, ha aperto solennemente il triduo pasquale ed è stata preparata dai bambini che a maggio faranno la Prima Comunione, dai loro catechisti e dalle loro famiglie.

Nel giorno in cui la Chiesa ricorda l'istituzione dell'Eucaristia, la comunità ha accolto i bambini, chiamati per nome dal Parroco Padre Raffaele, rendendoli protagonisti di un memoriale d'amore, quello in cui Gesù si fa pane e vino per noi, e ci insegna che l'amore è prima di tutto servizio.
Proprio i genitori dei bambini che presto potranno accostarsi in pienezza al sacramento dell'altare, sull'esempio dei discepoli prima dell'ultima cena che hanno permesso a Gesù di essere serviti, hanno partecipato alla lavanda dei piedi, segno concreto del comandamento che Gesù, il Signore e il Maestro, ci ha lasciato, quello dell'amore vicendevole espresso nel servizio più umile. Il parroco, Padre Raffaele, spiegando questo passaggio nell'omelia ha detto: "Non c'è amore senza umiltà".
I bambini poi, hanno offerto i doni per la mensa eucaristica, nella processione offertoriale: il pane e il vino che diventano il corpo e il sangue con cui Gesù sfama la ricerca di Dio propria di ogni uomo. La celebrazione si è conclusa con la processione con il Santissimo Sacramento custodito sollennemente dal celebrante Padre Raffaele Kaminski nell'altare della reposizione, per l'adorazione comunitaria che si è protratta tutta la notte e fino al primo pomeriggio del Venerdì Santo. L'altare maggiore è rimasto spoglio e vuoto in attesa di essere rivestito di luce e di vita nella Veglia Pasquale.